L’AQUILA

Oltre cinque chilometri e mezzo di cinta muraria a racchiudere e proteggere 157 ettari di città da più di 750 anni: sono le mura urbiche dell’Aquila. La prima edificazione delle mura avvenne probabilmente già in seguito alla prima fondazione dell’Aquila ma non bastò ad evitare la distruzione della città da parte di Manfredi nel 1259. Con molta probabilità furono ampiliate dopo
la ricostruzione angioina della città, per opera del capitano Lucchesino da Firenze.
Mura alte “cinque canne, larghe ben sei palmi con 86 torrioni e dodici porte che poi furono ridotte a quattro” come le descrive Anton Ludovico Antinori nelle “Cronache” aquilane. Alle estremità delle due direttrici perpendicolari si collocarono i quattro ingressi principali, la porta Barete o di Lavareto a ovest, porta Paganica a nord, porta Bazzano a est e porta Rivera a sud.
Nuove aperture si realizzarono tra il XIII e il XVI secolo. La struttura difensiva muraria permise di resistere alle numerose incursioni nemiche, compreso l’assedio da parte di Fortebraccio da Montone, sconfitto dagli aquilani nel 1424.

LAVORAZIONI

· Pulitura delle superfici murarie con idrolavaggio a pressione;
· Diserbo mediante rimozione di macroflora (alghe, muschi e licheni);
· Pulitura di vernici o graffiti imbrattanti;
· Scarnitura e ristilatura profonda dei giunti;
· Iniezioni leganti con miscele a base di malta;
· Rinzeppatura dei giunti;
· Scuci-cuci con posa in opera degli elementi nuovi o di recupero, utilizzando malte di composizione tradizionale;
· Ricostruzione della muratura con cubilia lavorati a mano a filaretto all’aquilana;
· Ammorsature murarie delle angolate con impiego di malte di composizione tradizionale e stilatura dei giunti con materiale legante tra i conci;
· Cuciture armate con barre metalliche;
· Protezione delle creste murarie con la realizzazione di copertina in malta e scaglie di pietra;
· Tiranti di ancoraggio mediante perforazione del terreno ed assemblaggio e posa delle armature.